C'è vita oltre...

si, c'è vita oltre il dolore, il disagio, il degrado, anche oltre la libertà negata...

 

Dal 2013 ad oggi ho realizzato una serie di reportage fotografici che spaziavano tra ambienti culturali, sociali ed etnici differenti nei quali seguendo i luoghi comuni mi aspettavo di trovare dolore, disagio, degrado. Entrando in questi mondi ed osservando con maggiore attenzione ho scoperto e cercato di raccontare attraverso i miei scatti anche una inaspettata voglia e gioia di vivere.

 

A distanza di tempo, anche per vicissitudini personali che mi hanno portato a rivalutare il senso delle cose e della vita, ho cominciato a raccogliere queste storie in un progetto fotografico di più ampio respiro che ho voluto denominare “C'E' VITA OLTRE…” perché c’è tantissima vita oltre le difficoltà e le sventure vissute da persone tanto diverse tra loro tranne che per la determinazione a vivere al 100% la loro vita, qualunque essa sia.

 

Raccontare ciò che ho scoperto e conosciuto è stato naturale e doveroso nei confronti di chi mi ha accolto e fatto entrare nella propria vita.

Ma è stato anche un vero e proprio esercizio terapeutico per me stesso tanto che ho deciso di continuare la ricerca per arricchirla ma sopratutto per arricchire me stesso di valori così importanti.

 

Ecco allora le storie sulla ricerca della felicità da parte di persone o comunità che ho incontrato in questi anni: Oggey, un ragazzo che ho conosciuto nel braccio dei tossici del carcere romano di Rebibbia ("...Oltre la droga") durante la realizzazione di un servizio fotografico su un progetto di teatro in carcere, che una volta uscitone e disintossicatosi, riempie Facebook dei propri sorrisi mentre si occupa di volontariato sociale ed oggi si prepara a diventare Mediatore Culturale.

Carla, costretta fin dalla nascita su una sedia a rotelle la cui gioia e voglia di vivere ("...Oltre la disabilità: Carla")  pur tra mille difficoltà non è mai stata messa in discussione, anzi.

La comunità Bengalese di Roma che in 20 anni ha trasformato una nostra periferia urbana nel centro economico e sociale ("...Oltre le periferie") della loro vita oltre che nel loro centro religioso e culturale ("...Oltre le barriere religiose"), la loro "New Dacca".

Gli indiani Sikh che nelle campagne del sud pontino ricreano una loro dimensione a 2.000 km dalla loro Terra ("...Oltre le barriere sociali").

I detenuti di Regina Coeli (“Oltre la detenzione..." ) che in una spiritualità ritrovata grazie all'azione di un Cappellano carcerario illuminato e dei suoi Volontari provano a guardare oltre le mura del carcere.

Ed ancora: zingari ("Oltre il degrado..." ) che non vedono le loro baracche né la loro condizione di povertà ed emarginazione, ma piuttosto una condizione che, comunque sia, è la loro vita e come tale va vissuta al 100%, in alcuni casi alla ricerca di una reale integrazione ("Oltre le barriere culturali")

Un gruppo di ragazzi con spina bifida a Paestum (“Oltre la disabilità: storie d'estate” ) per una vacanza in cui hanno fatto presto dimenticare la loro condizione agli altri ospiti  del villaggio, mostrandosi semplicemente come un gruppo di ventenni innamorati, divertiti, spensierati.

                         

                                                                                        “A metà strada tra Platone e il Prozac, la felicità ha smesso di essere un nobile obiettivo per diventare un diritto”

                                                                                                                                                                                                                                      (Richard Schoch)

 

Non sono e non pretendono certo di essere temi nuovi anzi: già quasi 2500 anni fa nelle opere di Aristotele troviamo la più compiuta e perfetta espressione dell’etica come guida all’arte di vivere al meglio delle proprie possibilità, in base ad insegnamenti ancora attuali. Passano i secoli e nell’antica Roma la felicità era adorata in quanto considerata una divinità ed era associata al concetto di fortuna che elargiva i sui frutti portando benessere, fertilità, ricchezza. "Godi di quello cha hai, perché nella vita tutto è effimero... ‘Carpe diem’ (Orazio}".

Nella stessa epoca in tutto il Mediterraneo, si sviluppa il pensiero cristiano per il quale la vera felicità veniva fatta coincidere con la beatitudine e non era quindi di questo mondo.

 

Per Pico della Mirandola, siamo nel Rinascimento, l’uomo viene creato da Dio ma è libero di essere ciò che vuole e di andare secondo la sua volontà; anche nella pittura iniziano a comparire i primi soggetti profani sorridenti, pensiamo solo alla ‘Gioconda’ di Leonardo da Vinci o al ‘Ritratto di ignoto’ di Antonello da Messina.

Ai primi del '900 D'Annunzio da una parte, Verga e Montale su un fronte diametralmente opposto a disquisire ancora una volta il tema della gioia di vivere; passano altri anni e alla fine degli anni ’90 Roberto Benigni riprende il tema in maniera esplosiva ne “La vita è bella” dove la voglia di vivere è sempre presente anche e soprattutto nella tragedia. E ancora: Alex Zanardi e Bebe Vio, cui la vita ha tolto molto ma non abbastanza per togliere loro la voglia di vivere, Nadia Toffa che la voglia di vivere non l’ha mai messa in discussione, fino alla fine.

Non ho finito di guardare, osservare e raccontare: c’è moltissima voglia di vivere intorno a noi, basta coglierla e forse anche questa mia ricerca fotografica racconta un po’ la mia voglia di vivere oltre i miei problemi, piccoli o grandi che siano al confronto di quelli che racconto con la mia reflex…

​Anche se già da un po' per fortuna non sussiste più la necessità che mi ha spinto ad iniziarlo - qualche anno fa avevo la necessità di cercare fuori di me il bicchiere mezzo pieno - oggi mi rimane il piacere di continuare a farlo per non dimenticare ciò che credevo di aver perso e che invece era solo nascosto nel mio profondo.

​​                                                                                                                                                                                                Massimo Podio

                                                         

I lavori completi sui singoli temi finora investigati sono presenti nella sezione "Reportage":

“C'E' VITA OLTRE… le barriere culturali”       

“Roma-Dhaka Km0” (2013-2014)                                                 

"Scuola di Corano" (2014)                                                  

"Sikh people" (2015)

“C'E' VITA OLTRE… il degrado”               

"Diversamente Rom"  (2016-2017)                                                                       

"Ciao io sono Maria" (2015)

“C'E' VITA OLTRE… la libertà”                   

“Oltre le sbarre” (2016)                       

“Non più soli..." (2017-2018)

“C'E' VITA OLTRE… la disabilità fisica”          

“Volere volare" (2017-2019)      

“Sapore di mare” (2017)


 

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